A prima vista

UN LETTO A TRE PIAZZE

Scene da panico di una notte da mamma

Quando si ha un pargoletto appena nato tra le braccia non vorresti mai staccarti da lui e lo trascineresti con te ovunque, come già il più delle volte accede. Questo fagottino che profuma di tenerezza, che ha riempito le vostre vite con il suo sorriso sdentato, vorreste fosse sempre con voi nel lettone, spesso cacciando anche il papà poiché, grande e grosso, potrebbe fargli del male.

Ma questa fase dura fin quando la parola “dormire” e “letto” non diventano vocaboli lontani, il cui ricordo riaffiora nella mente. Quella bella sensazione di dormire tutti e tre nel lettone, col passare dei mesi, però, fa spazio alla lombosciatalgia  ed al torcicollo e si comincia a pensare che quella pratica del #dormireinsiemeappassionatamente non era poi una prassi così innocua. Il letto comincia a diventare un campo di battaglia: ognuno cerca di conquistarsi il suo spazio in trincea. Mani e piedi iniziano a muoversi in maniera inconsunta, tipo tentacoli, cercando di accalappiare quanti più centimetri di materasso è possibile. La lotta “all’ultima piazza” vede sempre in svantaggio mamma e papà che, relegati ai lati del materasso, sembrano dormire sospesi a metà tra letto e comodino. Posizioni che fanno un baffo ai blocchi del tetris, si susseguono in maniera rocambolesca fin quando la composizione non trova l’incastro perfetto e permette a Morfeo di fare il suo lavoro. Dure prove di sopravvivenza vengono messe in atto di notte in tutte le famiglie che hanno un “letto a tre piazze” e di più. Il gioco del “trova il tuo posto per dormire” è simpatico ma poi, se non dura poco, i risultati si vendono al mattino seguente, quando tutti i segni della lotta sono ben visibili sul viso di mamma e papà, perché l’angioletto, sempre protetto, si sveglierà sereno rincuorato dal calore ricevuto durante la notte. Non basteranno litri di caffè per riprendersi, quando si sa di affrontare un’altra “notte da leoni”.

Non esiste un momento preciso per far sì che i propri piccoli possano prendere il volo nel loro lettino e  dormire da soli, questo momento arriverà quando  tutto sarà pronto per il loro decollo. Fino ad allora armatevi di casco e ginocchiere, ma non lamentatevi perché, una volta grandi, sarete voi a richiamarli al nido per farli correre, giorno e notte tra vostre braccia, nel vostro lettone e strappargli un : vi voglio bene mamma e papà.

Maria Manzo

 

Vignetta di : Silvia Lonardo