A prima vista

HYLDE : UNA MAMMA AD ALTO CONTATTO

“Essere mamma è stata la cosa più bella della mia vita”

Essere mamma è un’esperienza unica che ti cambia la vita. Questa frase, però, non è frutto di pura retorica, ma è quanto si può toccare con mano parlando con ogni mamma. Tutte con un vissuto ed un trascorso diverso, approdate alla maternità da strade lontane confluiscono, però, in un unico punto : che “essere mamma è la gioia più bella del mondo”. E noi lo abbiamo voluto toccare con mano cosa significa essere mamma, per capire da vicino quanto sia grande questa gioia e quali siano, invece, le problematiche che si celano dietro a quella che è l’esperienza più significativa per la vita di ogni donna. Abbiamo incontrato, nel nostro viaggio tra l’universo delle mamme, una giovane 31enne, Hylde, diventata mamma da otto mesi della splendida Lucia, chiamata da mamma e papà “Lucina”. La neo mamma  ha dichiarato che la sua “esperienza di mamma è stata  sconvolgente e le ha fatto capire, davvero, la sua natura di mammifero”. Hylde non è una semplice mamma, è diventata mamma in età adulta, come lei stessa ci ha detto è una “mamma alto contatto”.

Ma cosa significa?  

Sono diventata mamma a 31 anni età, un’età più alta forse rispetto alla media e la mia voglia di diventarlo è scaturita da un forte desiderio di fare famiglia. Per questo la mia esperienza genitoriale si è connotata di un significato speciale e, date le mie scelte, sono rientrata in quella categoria di mamme ad alto contatto che prediligono il  maternage naturale basato sulla naturalezza dell’esperienza di diventare mamma, rendendola l’esperienza più naturale possibile. Essere mamma alto contatto significa stare a davvero a contatto fisico con il proprio bambino.

Ci spieghi che significa attaccamento fisico?

Significa che noi pratichiamo con nostra figlia il co – sleeping, dormiamo insieme e nostra figlia dormirà con noi fino quando lo vorrà. Non abbiamo passeggini, ma usciamo con la fascia per andare a spasso e mia figlia è diventata il prolungamento del mio braccio. Lo è diventata anche perché io ho scelto di allattare in maniera naturale, nonostante in ospedale mi avessero detto che io non avevo latte (cosa che si è rivelata non vera). Ho fatto partire l’allattamento attaccando mia figlia al seno e tutto è avvenuto in maniera naturale, tant’è che mi piacerebbe diventare una consulente per l’allattamento, in futuro, per aiutare le altre mamme in questa sfida. Allatto da 8 mesi giorno e notte e lo farò ancora per molto.

Questa scelta che avete avuto tu e tuo marito, di essere genitori alto contatto , come è stata presa?

Ci sono tanti aspetti positivi siamo sereni però, lo confesso, ci sono molti pregiudizi e la gente non ci mette molto a giudicare le nostre scelte. Criticano il fatto che nostra figlia possa diventare “viziata” ed io rispondo che Lucina non ha mai pianto e ciò vuol dire che sta bene è serena ed il nostro metodo funziona.

Quale è stato il momento più bello da quando sei diventata mamma?

Quando sono tornata a casa dall’ospedale ho guardato mia figlia, poi mio marito e ho cominciato a piangere. Ho realizzato che avevo messo al mondo quella creatura . Purtroppo io ho avuto un parto cesareo con alcune complicazioni e quando ero in ospedale mia figlia non sembrava mia: me la portavano via di continuo e solo quando sono tornata a casa ho davvero capito che ero diventata mamma ed è stato bellissimo.

Ci sono state difficoltà economiche, lavorative da quando hai avuto una famiglia e sei diventata mamma?

Io sono una precaria della scuola e mio marito è da poco cassintegrato, abbiamo un mutuo ma l’arrivo della bambina non ci ha per niente scossi. Nostra figlia non ci costa tanto, abbiamo usato piccoli accorgimenti e siamo oculati nelle spese e viviamo sereni. Facciamo attenzione a tante cose, evitiamo gli sprechi e se dovessi fare un paragone direi che una mamma che fuma e che poi smette per via della gravidanza costa meno di un bebè.

E tu come hai conciliato lavoro e bambina, essendo precaria?

Io ho sempre lavorato ma da quando ho avuto la piccola ho desiderato  di non andarci a lavoro, perché mia figlia aveva bisogno di me. Lo Stato italiano ti impone che quando  il bimbo ha 4 mesi devi tornare a lavoro mentre invece, il resto d’Europa da 2 anni alle neo mamme. Perché? Perché il bambino ha bisogno della madre. Io sono andata a scuola, prima di ricevere il congedo ma soffrivo il distacco.  Lavorare ed essere mamma è una cosa fattibile, dopo i dovuti tempi e se in Italia ci fossero asili aziendali e sostegni durante le fasi di allattamento essere mamma e lavorare non sarebbe così complicato. Ma a me toccherà lavorare part-time ,come già sto facendo. L’unica cosa che vedo difficile è fare carriera ed avere un figlio, quello si che sarebbe complicato!

 

 

Cosa è cambiato nella tua vita, dal punto di vista delle relazioni?

Dal Punto di vista sociale  gli amici veri sono rimasti, quelli con cui siamo legati da un forte affetto. Però , già da quando mi sono sposata molti si sono allontanati, forse giustamente, perché oramai avevamo due tenori di vita diversi. Ma io non cambierei mai la mia vita precedente con quella che ho ora. Se mi parli di spensieratezza beh, sono più spensierata adesso che prima.

Ma allora, non ti manca proprio nulla?

Mi manca essere 13 kg in meno, poiché non li ho ancora smaltiti dopo la gravidanza. Mi manca dormire 8 ore di fila, ma non tornerei mai alla mia vita di prima. Ho avuto le mie soddisfazioni, mi sono laureata ho raggiunto vari traguardi ma se nella vita non hai con chi condividerli non te ne fai nulla dei successi raggiunti.

 

Matilde detta Hylde- 31 anni- mamma di Lucia- moglie di Fiore. 

 

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