A prima vista

Maternità e paternità: più tutele con il Job Act

Le nuove regole per il congedo di maternità e di paternità, contenute nel nuovo decreto attuativo del Jobs Act, sono ufficialmente legge dello Stato con la pubblicazione nella  Gazzetta Ufficiale n.144 del 24 giugno: si tratta del decreto legislativo n. 80/2015 che prevede misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro in attuazione della Legge 183/2014.

Il Decreto introduce misure volte a tutelare la maternità delle lavoratrici e a favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori in materia di:

  • a) divieto di adibire al lavoro le donne (art. 2);
  • b) prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico (art. 3);
  • c) congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento (art. 4);
  • d) congedo di paternità e congedo di paternità nei casi di adozione e affidamento (artt. 5 e 6);
  • e) congedo parentale, prolungamento dello stesso, trattamento economico e normativo e congedo parentale nei casi di adozione e affidamento (artt. 7-10);
  • f) lavoro notturno (art. 11);
  • g) dimissioni (art. 12);
  • h) lavoratrici iscritte alla gestione separata (art. 13);
  • i) indennità di maternità per le lavoratrici autonome e imprenditrici agricole e modalità di erogazione della stessa (artt. 15 e 16);
  • l) indennità di maternità per le libere professioniste, termini e modalità di presentazione della domanda e indennità nei casi di adozione e affidamento (artt. 18-20);
  • m) telelavoro (art. 23);
  • n) congedo per le donne vittime di violenza di genere (art. 24).

Il mobbing per maternità colpisce mezzo milione di lavoratrici ogni anno

CONGEDO RETRIBUITO AL 30% FINO A 6 ANNI BAMBINO. Si prevede che sino al sesto anno di età del bambino (invece del terzo previsto fino ad oggi), le lavoratrici ed i lavoratori abbiano diritto di fruirne con l’indennità pari al 30% della retribuzione. Tra gli impegni – non contenuti per ora in norme – c’è quello di valutare l’estensione anche per i bambini che superano i sei anni, ma solo per le famiglie più povere.

CONGEDO NON RETRIBUITO FINO A 12 ANNI BAMBINO. Si estende dagli 8 anni ai 12 anni di vita del bambino l’arco temporale di fruibilità del congedo parentale non retribuito (la cui durata resta comunque invariata a 6 mesi, che sale a 10, estendibili a 11 mesi nella coppia). Queste novità valgono anche nei casi di adozione e affidamento.

Come compilare il modulo di maternità obbligatoria INPS

POSSIBILITA’ PART-TIME AL 50%. In assenza delle determinazioni contrattuali, ciascun genitore può scegliere la fruizione del congedo parentale su base oraria (anziché giornaliera), “in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente” all’inizio del congedo parentale. In caso di fruizione oraria è esclusa la cumulabilità con permessi o riposi. La possibilità di utilizzare il congedo parentale ad ore era già stata prevista dalla legge di stabilità del 2013 ma era di fatto rimasta nel cassetto perché la stessa rinviava alla contrattazione collettiva di settore il compito di stabilire le modalità e criteri. E, ad oggi, soltanto pochi contratti l’hanno regolamentata. Qui viene indicato il criterio di calcolo.

MATERNITA’ OBBLIGATORIA ANCHE OLTRE 5 MESI SE PARTO PREMATURO. I giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta, sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto anche qualora la somma dei due periodi superi il limite complessivo di cinque mesi. Questo va incontro soprattutto ai casi di parti molto prematuri.

Il decalogo della mamma sprint

SCENDE DA 15 A 5 GIORNI TERMINE PREAVVISO A DATORE LAVORO. Si riduce da quindici a cinque giorni il periodo minimo di preavviso per l’esercizio del diritto al congedo parentale da comunicare al datore di lavoro – ferma restando l’ipotesi (già vigente) che i contratti collettivi contemplino un termine più ampio – e si introduce, per l’ipotesi di fruizione su base oraria, un termine minimo di preavviso di due giorni.

TELELAVORO. Per incentivare il ricorso al telelavoro per ‘cure parentali’, si prevede un beneficio normativo per i datori di lavoro privati: ossia escludendo questi lavoratori dal computo di limiti numerici previsti per l’applicazione di previsioni normative legate alla base occupazionale.

DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 80 in Gazzetta Ufficiale