A prima vista

Congedo di maternità. Scopriamo i punti principali della normativa

In Italia la legge cosa prevede per la maternità di una donna lavoratrice? Scopriamo i punti principali della normativa. Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro la lavoratrice percepisce un’indennità economica in sostituzione della retribuzione. Il diritto al congedo ed alla relativa indennità spettano anche in caso di adozione o affidamento di minori.

Tempi

Le lavoratrici dipendenti devono assentarsi dal lavoro per gravidanza da 2 mesi prima della data presunta del parto fino a 3 mesi dopo il parto.

Se lo desidera, la lavoratrice ha diritto alla “Flessibilità del congedo di maternità”, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. In questo caso la lavoratrice può assentarsi dal lavoro da un mese prima della data presunta del parto fino a 4 mesi dopo il parto.

In caso di parto gemellare la durata del congedo di maternità non varia.

Indennità/contribuzione

Le lavoratrici hanno diritto ad un’indennità giornaliera pari all’80% della retribuzione per tutto il periodo del congedo di maternità. Alcuni CCNL prevedono l’integrazione da parte dell’azienda fino al 100% della retribuzione.

Divieto di licenziamento

Il divieto di licenziamento opera dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di 1 anno di età del bambino. Tale divieto non opera nei casi di: licenziamento per giusta causa; cessazione di attività dell’azienda; di ultimazione della prestazione a cui era addetta la lavoratrice e di risoluzione del rapporto di lavoro per scadenza del termine.