A prima vista

Maternità: il primo figlio arriva sempre più tardi.

Per i medici non sarà l’età migliore, ma oggi un figlio oltre i 35 anni è quasi la regola. Lavoro, casa, stabilità: le coppie aspettano il momento perfetto per il concepimento. E per farlo, le donne spesso trascurano la propria età biologica, un fattore determinante per la riuscita della gravidanza.

Ma qual è il margine temporale che una donna può concedersi per avere un bimbo? Ricordo con angoscia quando andai a fare il tri-test (un semplice esame del sangue che serve per calcolare la probabilità di avere un bambino affetto dalla Sindrome di Down /Trisomia 21) in ospedale. Avevo solo 30 anni e non ero pronta a diventare madre ma i medici mi dissero sorridendo: “Dopo i 28 inizia il declino.” Non ebbi il coraggio di ribattere. Per fortuna andò tutto bene ma mi resi conto che avevano ragione.

Beta HCG, l’ormone della gravidanza

Oggi tutte le donne danno per scontato di essere sempre fertili, arrivando al momento del concepimento oltre i 30 anni. Ma il massimo successo riproduttivo si colloca invece tra i 16 e i 28 anni. Nelle lunghe attese pre visite di controllo ne ho ascoltate tante di storie tristi e mi sono sentita una donna fortunata perché la maternità è davvero un regalo. Ricordiamocelo sempre.

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Detto questo però sono convinta che l’età giusta per diventare mamme sia in primis quella psichica. Perché? Perché una gravidanza consapevole sarà sinonimo di gestazione serena. Diventare madre costituisce di per sé una scelta matura e di grande responsabilità e forse dai 35 anni in poi si ha un maggior equilibrio personale e un maggior senso di responsabilità.